Sonetto xxiv

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto xxiv
di Michele 57

Poi che ‘l cristalleo umor, a tratti, avviva
quel luccicor, che a torno avea profuso,
fra l’erbe verdi dell’ombrosa riva,
in sul mattin s’affaccia un fior dischiuso.

Indi, colpisce quella sponda schiva,
in breve, il Sol, col raio suo diffuso,
e tosto, allor che nova luce arriva,
s'en fugge 'l bujo, a quel fulgor confuso.

Timido e cheto, s’intingeva ‘l becco
un augellin nel fonte ed un’arietta
per l’ombre diffondea, d’un tratto, ecco,

vien colto dai splendor d’aurea saetta;
s’en vola ‘l passerin su d’uno stecco,
stizzito, in gir, lo scorno suo cinguetta.
Sonetto xxiv testo di Michele 57
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